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Gufo
13 Aug : 08:27
Capo Bessi
Gufo
09 Aug : 17:05
Colle Luigino!
Luigi
06 Aug : 19:51
Uela!!!!!!Come si va?
Ma allora stò Colle come si chiama?
Gufo
27 Jul : 17:59
Luììììììììììììì
Luigi
21 Jul : 19:54
Un "caloroso" saluto a Te e a Tutto il Colle. M a'isoa ecologica sta' nascenda in formula sparza? un po' qui'... e un po li' ....
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[news] A PROPOSITO DI LAVELLO (PZ) E CITTADINI PORCI....Scritto da: MarcoZ il 06 Sep : 12:00
E' la foga non ti preoccupare !!!
DA REPUBBLICA
Una discarica nella valle delle querce
Bomba ecologica a Ponte di Nona: detriti, liquami e bitume
di Laura Serloni
Un tempo era una vallata con colline di querce. Oggi, il verde di Villa Alfonsina, una decina di ettari tra i quartieri di Ponte di Nona e Villaggio Prenestino, è una mega-discarica a cielo aperto. E a Roma non è certo l'unica.
Il territorio alla periferia della città è costellato di grandi e piccole aree, trasformate in pattumiere. «Arrivano furgoni e lasciano a terra immondizia di tutti i tipi - racconta Lionello Mazzoni, che un tempo organizzava escursioni nella zona - Tanto quaggiù, nell'estrema periferia, chi viene a controllare? Era un'oasi, ora non abbiamo più neanche il poco verde che ci restava dopo la cementificazione selvaggia».
Di giorno arrivano i camion dai vicini cantieri edili a scaricare terra e detriti. Poi, quando cala il buio, nel parco vengono gettati rifiuti tossici. Nel polmone verde costellato da palazzoni e strade, si erge un fronte di rifiuti lungo mezzo chilometro. Il peso dell'immondizia ha sradicato gli alberi secolari, solo pochi esemplari resistono all'aggressione. Non è difficile scovare decine di fusti di petrolio vuoti e arrugginiti, poi ce ne sono altri ancora con il tappo che contengono liquami e bitume.
Una bomba ecologica che uccide il verde delle borgate romane. La strada è a poche centinaia di metri dalla vallata, molte case hanno l'affaccio proprio su quest'area che raccoglie decine di pneumatici usati, lastre di eternit, carcasse di motorini e automobili, sedili smontati e ancora mobili, cassette di legno e acciaio. Il degrado avanza. A ridosso della vallata si estende il Fosso dell'Osa: qui i rifiuti sono riusciti a deviare il percorso di un torrente. Bottiglie, fusti di detersivi e buste di plastica colme d'immondizia hanno spinto l'acquaa cercare vie di fuga. E questo parco, che collega siti storici come la Città di Gabii, il Castello di Lunghezza e il Casale del Cavaliere. è abbandonato all'incuria. Un'area di decine e decine di ettari.
«Abbiamo chiesto all'amministrazione di realizzare una pista ciclabile che colleghi i tre siti e una zona attrezzata per i bambini, ma l'abusivismo edilizio continua e i vandali trasformano le periferie in un'immensa discarica». Una lettera al comandante dei vigili è stata inviata dal consigliere comunale del Pd Dario Nanni che presenterà un'interrogazione in aula. «Da chi guida la città - dice Nanni - mi aspetto un controllo ulteriore, viste le polemiche sulla gestione delle periferie quando il centrosinistra era al governo».
(06 febbraio 2010)
Bomba ecologica a Ponte di Nona: detriti, liquami e bitume
di Laura Serloni
Un tempo era una vallata con colline di querce. Oggi, il verde di Villa Alfonsina, una decina di ettari tra i quartieri di Ponte di Nona e Villaggio Prenestino, è una mega-discarica a cielo aperto. E a Roma non è certo l'unica.
Il territorio alla periferia della città è costellato di grandi e piccole aree, trasformate in pattumiere. «Arrivano furgoni e lasciano a terra immondizia di tutti i tipi - racconta Lionello Mazzoni, che un tempo organizzava escursioni nella zona - Tanto quaggiù, nell'estrema periferia, chi viene a controllare? Era un'oasi, ora non abbiamo più neanche il poco verde che ci restava dopo la cementificazione selvaggia».
Di giorno arrivano i camion dai vicini cantieri edili a scaricare terra e detriti. Poi, quando cala il buio, nel parco vengono gettati rifiuti tossici. Nel polmone verde costellato da palazzoni e strade, si erge un fronte di rifiuti lungo mezzo chilometro. Il peso dell'immondizia ha sradicato gli alberi secolari, solo pochi esemplari resistono all'aggressione. Non è difficile scovare decine di fusti di petrolio vuoti e arrugginiti, poi ce ne sono altri ancora con il tappo che contengono liquami e bitume.
Una bomba ecologica che uccide il verde delle borgate romane. La strada è a poche centinaia di metri dalla vallata, molte case hanno l'affaccio proprio su quest'area che raccoglie decine di pneumatici usati, lastre di eternit, carcasse di motorini e automobili, sedili smontati e ancora mobili, cassette di legno e acciaio. Il degrado avanza. A ridosso della vallata si estende il Fosso dell'Osa: qui i rifiuti sono riusciti a deviare il percorso di un torrente. Bottiglie, fusti di detersivi e buste di plastica colme d'immondizia hanno spinto l'acquaa cercare vie di fuga. E questo parco, che collega siti storici come la Città di Gabii, il Castello di Lunghezza e il Casale del Cavaliere. è abbandonato all'incuria. Un'area di decine e decine di ettari.
«Abbiamo chiesto all'amministrazione di realizzare una pista ciclabile che colleghi i tre siti e una zona attrezzata per i bambini, ma l'abusivismo edilizio continua e i vandali trasformano le periferie in un'immensa discarica». Una lettera al comandante dei vigili è stata inviata dal consigliere comunale del Pd Dario Nanni che presenterà un'interrogazione in aula. «Da chi guida la città - dice Nanni - mi aspetto un controllo ulteriore, viste le polemiche sulla gestione delle periferie quando il centrosinistra era al governo».
(06 febbraio 2010)
PIANO DI ZONA CASTELVERDE B4 - ANCORA DIFFICOLTA'

RICEVUTO DA EDB ECCO IL RESOCONTO DELLA RIUNIONE IN COMMISSIONE URBANISTICA SUL PDZ CASTELVERDE B4
L’incontro di Giovedì in commissione urbanistica con Di Cosimo e altri non è stata tanto fruttuoso (per usare un eufemismo).
Vari gli argomenti trattati e gli attori presenti alla riunione ma tutti sono sembrati abbastanza impotenti rispetto alle enormi difficoltà del piano di zona.
Cominciamo dalla questione denominazione strada e quindi residenza per gli abitanti del comparto N per cui è stata interpellata una responsabile della toponomastica. Non ci sono i tempi per effettuare una riunione straordinaria ma ce ne sarà una ai primi di marzo che assegnerà il nome alla suddetta strada qualora questa sia accettabile e siano completati i rilievi. Questa commissione darà un nome alla strada che però sarà definitivamente assegnato solamente dopo il passaggio in giunta (tempi previsti: un mese). In definitiva Di Cosimo ci ha indicato fine marzo (inizio di aprile al massimo) come il termine entro cui sarà effettuata l’assegnazione del nome alla strada.
Riguardo alla questione esproprio del comparto I/p, la situazione non è migliorata, anzi, la situazione sembra essere cronicamente cristallizzata. Questo impedisce di effettuare le opere di urbanizzazione primarie e di assegnare altre concessioni (che potrebbero portare altri soldi nelle povere casse del consorzio che deve effettuare le opere). Di Cosimo che la scorsa settimana ci aveva fatto sperare in un imminente accordo si è dovuto ricredere e ci aggiornerà rispetto alla situazione la prossima settimana.
Riguardo alle opere di urbanizzazione del piano di zona:
Il consorzio Castelverde 2000 che effettua le opere dice di avere solo i soldi solo per il movimento terra (sbancamento del terreno) e per costruire le fogne. Lo stesso consorzio dice che una volta ottenuto l’esproprio ci vorranno circa 2 mesi per fare queste opere. Visto la scarsità di finanziamenti Di Cosimo ha per l’ennesima volta chiesto a Branca di fornirgli l’elenco degli assegnatari.
Riguardo all’elettrificazione del piano sono state perforate e messi i pali nella strada abbozzata nel piano di zona. Mancano le cabine, ma mancano anche le linee di corrente BT e MT (senza di cui le cabine sono inutili).
Di rete idrica neanche a parlarne. Mentre per il gas, Italgas ha detto chiaramente che fino a quando le strade non saranno più definite, e la popolazione maggiore, a loro non conviene entrare nel nostro piano di zona.
Riguardo a Via Liberti, pur essendo il progetto definito e in parte finanziato con il centro tiburtino-collatino i problemi sono i costi, che in parte dovranno ricadere sul comune, e in parte derivare dalle opere a scomputo. Intanto anche per avere una viabilità migliore nel nostro piano di zona si è dato per certo la partenza dei lavori per una complanare di via Liberti da parte del piano di zona Lunghezza C2 che essendo stata approvata e in fase di deliberazione oltre che finanziata con le opere a scomputo del piano di zona ha tutti i presupposti per partire.
Insomma quasi un disastro.
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